Barbara Spinelli, La Stampa, 16/02/1997, 16 febbraio 1997
Fra tutti i Paesi d’Europa occidentale, la Francia è quello che oggi soffre di più. Si aggira nel mondo impaurita, come avesse smarrito un’ennesima volta l’Alsazia e la Lorena
Fra tutti i Paesi d’Europa occidentale, la Francia è quello che oggi soffre di più. Si aggira nel mondo impaurita, come avesse smarrito un’ennesima volta l’Alsazia e la Lorena. abitata da tristezze, da tormenti che ricordano in certi momenti l’umiliante crisi delle coscienze prodottasi dopo la vittoria tedesca del 1870. Si comporta come se avesse perduto una guerra, come se una qualche disfatta l’avesse segretamente diminuita, trasformata. I suoi governanti sono decisi a entrare nella Moneta Unica, compiono i massimi sforzi per riuscirvi, ma gli individui faticano a capire, a seguire. Non erano preparati alle grandi mutazioni che sono avvenute negli equilibri del vecchio continente dopo la caduta del muro di Berlino. Non erano preparati a quest’Europa che nel giro di sette anni ha smesso di ruotare attorno al trono della Francia, ha cominciato a ruotare attorno alla riunificata potenza tedesca e che preferisce ormai le nazioni con forte vocazione economica alle nazioni con vocazione più politica, o militare.