Lorella Capparucci, Il Giorno, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
Ogni giorno gli italiani fanno elemosine per una cifra oscillante tra i quaranta e i cento miliardi, cioè 12 - 30 mila miliardi l’anno, circa il due per cento della spesa complessiva delle famiglie, l’equivalente, in definitiva, di una manovrina fiscale
Ogni giorno gli italiani fanno elemosine per una cifra oscillante tra i quaranta e i cento miliardi, cioè 12 - 30 mila miliardi l’anno, circa il due per cento della spesa complessiva delle famiglie, l’equivalente, in definitiva, di una manovrina fiscale. I soldi della carità sono pari a quelli spesi in medicinali e in divertimenti, ma più di quelli spesi in pasta, quotidiani, riviste, libri. I maggiori beneficiari sono i lavavetri: prendono dalle 100 alle 220 mila lire al giorno, lavorando otto ore e lavando in media 200-300 vetri a 500-1000 lire l’uno. Oltre ai lavavetri chiedono l’elemosina tossicomani, zingari, profughi bosniaci, polacchi, nord-africani. In tutto circa 700-900 mila persone. Un profugo bosniaco, se invalido, può racimolare fino a 180 mila lire al giorno, un tossicomane arriva a 150 mila, uno zingaro a 120.000.