Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  febbraio 21 Venerdì calendario

«Ritratto di un fantasma». Potrebbe intitolarsi così l’ultima foto di Ernest Hemingway scattata da A

«Ritratto di un fantasma». Potrebbe intitolarsi così l’ultima foto di Ernest Hemingway scattata da A. E. Hotchner, suo amico e biografo. l’estate del 1960, e lo scrittore è sulla soglia della Finca Vìgia, la villa sulle colline dell’Avana. Il sole lo ferisce, e una mano è alzata a riparare gli occhi. A torso nudo, l’altra stringe una camicia. La moglie Mary, a pochi passi di distanza, sembra indicargli qualcosa. Barba e capelli sono bianchi, anche la pelle è bianca, e la camicia. un’immagine disperata e disperante di fragilità e di vecchiezza. Tempo un anno, e ci penserà lo stesso Hemingway a cancellarla dallo specchio quotidiano che gliela rifletteva: collocò il calcio di un fucile da caccia Boss sul tappeto, si piegò, appoggiò la bocca sulle canne, fece scattare entrambi i grilletti. « la tecnica dell’harakiri con il fucile. Il palato è la parte più morbida della testa».