Stelio Solinas, Il Giornale, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
«Ritratto di un fantasma». Potrebbe intitolarsi così l’ultima foto di Ernest Hemingway scattata da A
«Ritratto di un fantasma». Potrebbe intitolarsi così l’ultima foto di Ernest Hemingway scattata da A. E. Hotchner, suo amico e biografo. l’estate del 1960, e lo scrittore è sulla soglia della Finca Vìgia, la villa sulle colline dell’Avana. Il sole lo ferisce, e una mano è alzata a riparare gli occhi. A torso nudo, l’altra stringe una camicia. La moglie Mary, a pochi passi di distanza, sembra indicargli qualcosa. Barba e capelli sono bianchi, anche la pelle è bianca, e la camicia. un’immagine disperata e disperante di fragilità e di vecchiezza. Tempo un anno, e ci penserà lo stesso Hemingway a cancellarla dallo specchio quotidiano che gliela rifletteva: collocò il calcio di un fucile da caccia Boss sul tappeto, si piegò, appoggiò la bocca sulle canne, fece scattare entrambi i grilletti. « la tecnica dell’harakiri con il fucile. Il palato è la parte più morbida della testa».