Stelio Solinas, Il Giornale, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
Il tramonto cubano della sua vita fu inizialmente malinconico, poi disastroso. Nel 1957 Norman Lewis, il futuro grande viaggiatore e scrittore, era arrivato sull’isola per conto di Ian Fleming, il creatore di James Bond, allora direttore dei servizi esteri del ”Sunday Times”
Il tramonto cubano della sua vita fu inizialmente malinconico, poi disastroso. Nel 1957 Norman Lewis, il futuro grande viaggiatore e scrittore, era arrivato sull’isola per conto di Ian Fleming, il creatore di James Bond, allora direttore dei servizi esteri del ”Sunday Times”. Durante la guerra Lewis aveva fatto parte del controspionaggio britannico, come Fleming del resto. L’unica differenza era che quest’ultimo aveva continuato anche dopo. Cuba era in fermento rivoluzionario, e si diceva che Hemingway fosse in contatto con Castro. All’Avana Lewis incontrò Edward Scott, editore dell’ ”Havana Post” per ottenere qualche informazione in più. «Sembra che si siano incontrati mentre l’americano andava a caccia sulle montagne dell’isola», gli disse. «L’unica montagna dove caccia è il Montana Bar. un rottame. Quando vuoi, lo trovi lì» fu la risposta.