Stelio Solinas, Il Giornale, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
Quando la terapia è anche la malattia, non c’è salvezza. La storia di Santiago, il pescatore protagonista di un’epica e inutilmente vittoriosa lotta contra un gigantesco marlino, la raccontò per la prima volta in un articolo nel 1936; poi se la fece crescere dentro per 16 anni
Quando la terapia è anche la malattia, non c’è salvezza. La storia di Santiago, il pescatore protagonista di un’epica e inutilmente vittoriosa lotta contra un gigantesco marlino, la raccontò per la prima volta in un articolo nel 1936; poi se la fece crescere dentro per 16 anni. Alla fine la buttò fuori nel giro di un mese. Fu una performace unica, ma fu anche l’ultima. Festa mobile e, soprattutto, Isole nella corrente sono due libri completati ma non rifiniti, li avesse scritti qualcun altro, in ogni caso assicurerebbero al suo autore un posto nel romanzo del ’900. Ma li aveva scritti uno che sapeva quello che valeva e non accettava di barare con se stesso. Quello stato di grazia non tornò più, se non a sprazzi: e un senso di inutilità prese a colorare le sue azioni e la sua prosa. «Giocheremo fino alla fine meglio che possiamo. Ma ormai sapeva che la partita non lo interessava più», fa dire a Thomas Hudson, il protagonista di Isole nella corrente.