Guglielmo Zucconi, Il Giorno, 21/02/1997, 21 febbraio 1997
Deng, morto a 92 anni dopo un lunghissimo potere personale e totale, era un uomo pragmatico, cioè esattamente l’opposto di suo padre, signor La Barbera, che invece apparteneva alla razza degli idealisti sognatori
Deng, morto a 92 anni dopo un lunghissimo potere personale e totale, era un uomo pragmatico, cioè esattamente l’opposto di suo padre, signor La Barbera, che invece apparteneva alla razza degli idealisti sognatori. Forse nemmeno quando partecipò con Mao alla «lunga marcia» verso la conquista del potere, Deng era mosso dalla fede marxista. Però, come altri, era consapevole che, in quella fase storica, soltanto un forte, disciplinato esercito comunista poteva liberare la Cina dalla corrotta oligarchia di Ciang Kaishek. Deng più che dal libretto rosso del padre della patria deve essere stato colpito dai grattacieli di New York, dove Mao lo mandò a «dare un’occhiata». Oggi grattacieli simili sono sorti nelle grandi città cinesi, grazie alla politica neocapitalistica che egli inaugurò nel 1978 a due anni dalla morte di Mao e dopo venticinque anni di una utopia dissennata che era costata alla Cina dai 40 ai 100 milioni di morti. Oggi almeno 200 milioni di cinesi hanno raggiunto il benessere e parecchi la ricchezza, mentre 800 milioni hanno ancora un reddito che in Occidente significherebbe miseria nera ma che in Cina rappresenta un progresso, rispetto alle condizioni del passato.