Liberazione, 27/02/1997;la Repubblica, 01/03/1997, 27 febbraio 1997
Dolly. L’embrione del clone è stato impiantato in una pecora ospite. Dopo 5 mesi è nata Dolly, pesava sei chili e seicento grammi e succhiava il latte dalla mamma finta che l’ha partorita e alla quale ovviamente non assomiglia per niente perché non ha nulla del suo patrimonio genetico
Dolly. L’embrione del clone è stato impiantato in una pecora ospite. Dopo 5 mesi è nata Dolly, pesava sei chili e seicento grammi e succhiava il latte dalla mamma finta che l’ha partorita e alla quale ovviamente non assomiglia per niente perché non ha nulla del suo patrimonio genetico. L’hanno chiamata Dolly per una celebre commedia americana del 1969 (Hello, Dolly) con Gene Kelly e Barbra Streisand secondo una versione (Zucconi), oppure - secondo Romagnoli - per via di un custode dell’istituto Roslin che ha collegato l’espressione ”ghiandola mammaria” a una celebre cantante pettoruta, Dolly Parton. La pecora Dolly ha adesso sette mesi, è assolutamente normale, vivace, ama molto pascolare. I suoi genitori dal punto di vista genetico sono quelli che hanno generato la pecora da cui è stata tolta la cellula somatica inserita nell’ovulo vuoto. In poche parole Dolly è nata da tre pecore: quella che ha dato la cellula, quella che ha messo l’ovulo, quella che l’ha partorita.