Il Giornale, 27/02/1997; Corriere della Sera, 28/02/1997, 27 febbraio 1997
La clonazione di Dolly è stata molto laboriosa. Gli scienziati scozzesi hanno prima fuso 227 cellule della pecora donatrice e altrettante uova di altrettante pecore
La clonazione di Dolly è stata molto laboriosa. Gli scienziati scozzesi hanno prima fuso 227 cellule della pecora donatrice e altrettante uova di altrettante pecore. Solo 29 di questi ovuli sono riusciti a sviluppare un embrione. I 29 embrioni sono stati impiantati nell’utero di altrettante pecore. Solo 13 di queste sono poi risultate effettivamente gravide e delle 13 solo una ha portato a termine la gravidanza. Le cellule prelevate dalla ghiandola mammaria della pecora donatrice sono prima state messe in coltura con una tecnica che ne blocca la divisione spegnendone l’attività. Gli ovuli da fecondare invece sono stati svuotati del nucleo in una fase particolare del loro ciclo biologico, poi sono stati raffreddati per ore ad una temperatura di 5-10 gradi (è la stessa tecnica che, dagli anni ’50, viene usata per la fecondazione in vitro). Una volta svuotati, questi ovuli sono stati esposti ad un campo elettrico per renderne la membrana permeabile all’ingresso di una cellula estranea. Solo a questo punto è stata inserita la cellula della pecora donatrice.