Massimo Lugli, La Repubblica, 22/02/1997, 22 febbraio 1997
Durante il programma ”Luna Park”, l’operaio Alessandro Baroni, di anni 22, sta sdraiato sul divano a guardare la televisione e mangiucchia qualcosa da un piatto (la madre sta cucinando, un terzo fratello Filippo si sta lavando le mani in bagno, siamo in una villetta di Colleferro vicino Roma, sono tutti operai e la madre è vedova di un Elio Baroni che aveva un bar ed è morto giovane per un male ai reni tanto che la donna s’è trovata alle strette e il bar ha dovuto darlo via), ecco che entra il fratello Luca di anni 23 e gli dice abbastanza duramente di cambiare canale, quello gli risponde male e si alza in piedi con l’aria di fronteggiarlo, Luca allora gli tira un pugno al mento e lo butta giù, non si sa se Alessandro abbia battuto il capo su uno spigolo o soffrisse già di cuore, fatto sta che in pochi minuti spira, inutilmente invocato dalla madre e dall’altro fratello accorsi per vedere che succede (Luca Baroni, poi, ha portato singhiozzando la bara di Alessandro a spalla
Durante il programma ”Luna Park”, l’operaio Alessandro Baroni, di anni 22, sta sdraiato sul divano a guardare la televisione e mangiucchia qualcosa da un piatto (la madre sta cucinando, un terzo fratello Filippo si sta lavando le mani in bagno, siamo in una villetta di Colleferro vicino Roma, sono tutti operai e la madre è vedova di un Elio Baroni che aveva un bar ed è morto giovane per un male ai reni tanto che la donna s’è trovata alle strette e il bar ha dovuto darlo via), ecco che entra il fratello Luca di anni 23 e gli dice abbastanza duramente di cambiare canale, quello gli risponde male e si alza in piedi con l’aria di fronteggiarlo, Luca allora gli tira un pugno al mento e lo butta giù, non si sa se Alessandro abbia battuto il capo su uno spigolo o soffrisse già di cuore, fatto sta che in pochi minuti spira, inutilmente invocato dalla madre e dall’altro fratello accorsi per vedere che succede (Luca Baroni, poi, ha portato singhiozzando la bara di Alessandro a spalla. Altri delitti causati dalla televisione: «L’episodio più recente era avvenuto a Cuneo dove, il 27 marzo ’96 Franco Pace, 20 anni, aveva ucciso a coltellate il fratello Domenico: il ragazzo gli aveva chiesto di fare meno rumore lavando i piatti perché non riusciva a sentire la tivù. Il giorno prima, a Santa Severa, Massimo Coda, 42 anni, aveva sparato un colpo di fucile a un amico, Fiorenzo Masci, di 33, perché teneva il volume troppo alto. Masci e il fratello erano rimasti a dormire a casa di Coda per andare a caccia tutti insieme il mattino dopo. Il 23 agosto del ’94 in un bar di Vigevano, Nunzio Di Franco uccise a coltellate un altro cliente, Learco Crespi: parlava a voce alta e gli impediva di concentrarsi sulla televisione»).