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 1997  febbraio 27 Giovedì calendario

Mai a Milano si era vista tanta simpatica insensatezza. Anche a prendere le cose semplicemente, come si presentano, senza neppure cedere a un superficiale formicolìo di scrupoli morali sulla coerenza e sull’ambiguità della politica, mai a Milano si era vista tanta ironica, malinconica e alla fine poetica insensatezza

Mai a Milano si era vista tanta simpatica insensatezza. Anche a prendere le cose semplicemente, come si presentano, senza neppure cedere a un superficiale formicolìo di scrupoli morali sulla coerenza e sull’ambiguità della politica, mai a Milano si era vista tanta ironica, malinconica e alla fine poetica insensatezza. Sia l’Ulivo e sia il Polo per le libertà, che sulla carta dovrebbe stravincere le elezioni amministrative avendo stravinto, a Milano, quelle politiche, hanno cercato disperatamente un candidato ricco, non importa se prete come don Verzé o petroliere come Moratti, non contano il sesso né i colori della squadra del cuore, purché si tratti di un protagonista danaroso ma generoso, un imprenditore umanista, un capitalista solidale, un prosatore poeta.