Francesco Merlo, Corriere della Sera, 27/02/1997, 27 febbraio 1997
Comunque vada a finire questa storia, chiunque vinca, si chiami Serra o Fumagalli, forse davvero Milano somiglia a quel bellissimo romanzo di John Fante (A Ovest di Roma, Fazi Editore) che Fernanda Pivano sul ”Corriere” giustamente ci ha consigliato di leggere
Comunque vada a finire questa storia, chiunque vinca, si chiami Serra o Fumagalli, forse davvero Milano somiglia a quel bellissimo romanzo di John Fante (A Ovest di Roma, Fazi Editore) che Fernanda Pivano sul ”Corriere” giustamente ci ha consigliato di leggere. la storia di una sgangherata e triste famiglia, una famiglia inaridita e immediocrita, ammalata nel cuore e nel corpo, nel cui giardino una sera si rifugia un cane. Grande, brutto, sporco, sessualmente depravato, insensato, drammaticamente malinconico, quel cane è un disadattato proprio come lo è la politica. La sua insensatezza produce dapprima altra insensatezza, ma alla fine, come a volte accade, da quell’insensatezza comincia a sgorgare la poesia, l’amore, la vita. Speriamo che sia così anche per Milano. Forse con questa sua fantasiosa insensatezza, che non ha eguali in Italia, Milano si avvicina, con la lingua penzoloni, al ritorno alla vita.