Roberto Beretta, Avvenire, 26/02/1997, 26 febbraio 1997
Nel suo libro lei bolla il ”supposto amore alla povertà” cattolico con espressioni molto forti: ”inutili indignazioni”, ”ipocrisia di chi non sa far niente”, ”spegnersi dello spirito”, ”meteorismo spiritualistico”
Nel suo libro lei bolla il ”supposto amore alla povertà” cattolico con espressioni molto forti: ”inutili indignazioni”, ”ipocrisia di chi non sa far niente”, ”spegnersi dello spirito”, ”meteorismo spiritualistico”. «Difatti. Se avessi scelto la strada di certi pauperisti, avrei insegnato ai poveri un mestiere, per esempio. E del resto ho fatto proprio questo, nel dopoguerra a Milano con i ragazzi di strada. Che sennò sarebbero forse diventati dei viziati, qualcuno anche ladro e assassino. Perché anche questa è la sorte di chi è costretto alla povertà». (Don Verzé a Roberto Beretta).