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 1997  febbraio 26 Mercoledì calendario

«E poi scrivono i libri e dicono che io ho culo...». Lo sfogo dopo Pasadena 1994, i rigori di Baresi e Baggio

«E poi scrivono i libri e dicono che io ho culo...». Lo sfogo dopo Pasadena 1994, i rigori di Baresi e Baggio. La dea bendata, la fortuna, la cuccagna, la manna, la provvidenza, la buona stella lo lasciano. Ciao, Arrigo. Svaniscono. Dopo il mondiale c’è il rigore di Zola all’Europeo. Dopo l’Europeo, le papere di Rossi con il Rosenborg in Champions League. Dopo le papere le espulsioni a raffica, gli infortuni, gli incidenti, gli arbitri e i guardalinee ingessati, le gomitate, il Milan disastro. Arrigo Sacchi è travolto dalla disdetta, dagli insuccessi, dalla scalogna e dalla sventura, dal malocchio. Dov’è finito il grande culo di Sacchi? Gene Gnocchi che due anni fa, durante il mondiale negli States, l’aveva magnificato in un esilarante libretto e in una rubrica sul ”Corriere della Sera”, è sconcertato. Gene, oggi lo riscriverebbe quel libro? «No. Oggi farei un film». Il titolo? «Il Paziente romagnolo, The Romagnol Patient. Ho già in testa le prime scene. La prima: una celletta di Milanello, Savicevic con la barba lunga e gli occhialini alla Gramsci scrive una lunga lettera alla moglie. Le pareti sono piene dei poster di Bertinotti e Cossutta. Il vecchio Genio chiama l’addetto stampa Tarozzi e gli consegna un pacchettino di carta stagnola: dentro c’è un po’ di pasta e un po’ di carne, il rancio per i suoi bambini.’Presto, portali, non farti vedere da Sacchi”.