Enzo Biagi, l’Espresso, 20/02/1997, 20 febbraio 1997
«Primo Levi mi raccontò il caso di un certo Di Jesi, mutilato di guerra in Africa e medaglia d’oro, che si sentiva ancora camicia nera nonostante tutto, ma andava a spaccare le vetrine dei bar di via Roma dove avevano scritto: ”Gli ebrei non sono desiderati”
«Primo Levi mi raccontò il caso di un certo Di Jesi, mutilato di guerra in Africa e medaglia d’oro, che si sentiva ancora camicia nera nonostante tutto, ma andava a spaccare le vetrine dei bar di via Roma dove avevano scritto: ”Gli ebrei non sono desiderati”. Commentava Levi: ”Era rimasto entrambe le cose”».