Vittorio Zucconi, La Repubblica, 25/02/1997, 25 febbraio 1997
Quel che il vecchio non sapeva è che sul belvedere dell’Empire State Building, dove si era sfasciato un bombardiere B25 nel 1947 ammazzando 27 persone, dove si era aggrappato King Kong nel suo ultimo duello con l’umanità e dove Tom Hanks aveva finalmente trovato l’amore dopo le sue notti ”Sleepless a Seattle”, di americani ce ne sono sempre ben pochi
Quel che il vecchio non sapeva è che sul belvedere dell’Empire State Building, dove si era sfasciato un bombardiere B25 nel 1947 ammazzando 27 persone, dove si era aggrappato King Kong nel suo ultimo duello con l’umanità e dove Tom Hanks aveva finalmente trovato l’amore dopo le sue notti ”Sleepless a Seattle”, di americani ce ne sono sempre ben pochi. Sulla terrazza panoramica all’86esimo piano, 16 piani sotto la vetta che sta al 102esimo, è più facile ascoltare una conversazione o una lite in urdu, in finnico, in russo o in italiano spezzato nelle poche parole di esperanto turistico, «please you take picture of me...». E le cinque di questa domenica non facevano eccezione. C’erano una famiglia francese, una inglese, un gruppo di argentini, due danesi, una dozzina di taiwanesi, un pacchetto di giapponesi in confezione economica, tre famigliole indiane, tre belgi e qualche americano sparso. Stranamente nessun italiano.