Vittorio Zucconi, La Repubblica, 25/02/1997, 25 febbraio 1997
Nella Babele turistica trasformata in mattatoio, Jean-Luc Will, un turista francese, sentì il primo sparo
Nella Babele turistica trasformata in mattatoio, Jean-Luc Will, un turista francese, sentì il primo sparo. «Un jeu d’artifice», pensa. Hector Mendez, un peruviano, sentì uno strappo al braccio destro, e si voltò di scatto pensando a un «ratero», a un sorcio scippatore, prima di vedere la manica inzupparsi di sangue. Gerard Guntner, un tedesco, vide un giovane uomo accasciarsi al suolo e vomitare sangue dalla bocca. «Ach Scheisse», sono corso a prendere subito bracciate di T-shirt nel negozio di souvenir - ah il tedesco sempre efficiente e lucido - per tamponare il sangue, rosso vero sul rosso finto del cuore su quelle stupide magliette «I love NY». Accanto all’uomo che vomitava sangue, un’altra figura umana, la sagoma di un giovane biondo in giubbotto, stava a terra, composta, immobile, quasi senza sangue. Il primo colpo aveva ucciso Chris, il chitarrista danese.