Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  febbraio 25 Martedì calendario

Nella Babele turistica trasformata in mattatoio, Jean-Luc Will, un turista francese, sentì il primo sparo

Nella Babele turistica trasformata in mattatoio, Jean-Luc Will, un turista francese, sentì il primo sparo. «Un jeu d’artifice», pensa. Hector Mendez, un peruviano, sentì uno strappo al braccio destro, e si voltò di scatto pensando a un «ratero», a un sorcio scippatore, prima di vedere la manica inzupparsi di sangue. Gerard Guntner, un tedesco, vide un giovane uomo accasciarsi al suolo e vomitare sangue dalla bocca. «Ach Scheisse», sono corso a prendere subito bracciate di T-shirt nel negozio di souvenir - ah il tedesco sempre efficiente e lucido - per tamponare il sangue, rosso vero sul rosso finto del cuore su quelle stupide magliette «I love NY». Accanto all’uomo che vomitava sangue, un’altra figura umana, la sagoma di un giovane biondo in giubbotto, stava a terra, composta, immobile, quasi senza sangue. Il primo colpo aveva ucciso Chris, il chitarrista danese.