Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  febbraio 23 Domenica calendario

Il racconto era cominciato così: ”Sophie Toscan du Plantier, produttrice televisiva francese, aveva provato un’immotivata e profonda sensazione di terrore

Il racconto era cominciato così: ”Sophie Toscan du Plantier, produttrice televisiva francese, aveva provato un’immotivata e profonda sensazione di terrore. L’aveva confidato agli amici il 22 dicembre. Il giorno dopo era morta ammazzata”. Attacco niente male. Ma poi si è scoperto che quella sensazione di terrore era ancor più inspiegabile, perché la vittima non l’aveva confidata proprio a nessuno, e che il giornalista che l’aveva descritta, insieme con molti particolare inediti dell’omicidio, era il sospettato numero uno. Allora bisogna ricominciare il racconto da capo, riscrivere questa storia dove appaiono: una sceneggiatrice evasiva, un cronista che sapeva troppo, una dozzina di artisti in esilio da se stessi, donne maltrattate e un vento che passa su tutto a 120 chilometri l’ora. Prendete le calosce e il soprabito pesante, si va in Irlanda.