Gabriele Romagnoli, La Stampa, 23/02/1997, 23 febbraio 1997
Tutto (ri)comincia venerdì 20 dicembre 1996. Il circuito televisivo interno dell’aeroporto di Cork, nell’Irlanda sud-occidentale, inquadra i passeggeri del volo da Dublino
Tutto (ri)comincia venerdì 20 dicembre 1996. Il circuito televisivo interno dell’aeroporto di Cork, nell’Irlanda sud-occidentale, inquadra i passeggeri del volo da Dublino. Quando l’ufficiale di polizia Noel Smith riguarderà le immagini, una settimana più tardi, verificherà che l’ultima a lasciare l’area del ritiro bagagli, con il carrello stracolmo, viaggiava veramente sola. una donna di 38 anni, esile e bionda. Ha i capelli raccolti e lo sguardo triste. Viene da Parigi. Si chiama Sophie. Il cognome, adesso, è Toscan Du Plantier. Nel 1990, durante il festival di Cannes, ha conosciuto il produttore cinematografico Daniel Toscan du Plantier e, poco dopo, si sono sposati. Lei aveva alle spalle un divorzio, un figlio già grande e una carriera nel cinema mai decollata. Lui, due mogli (Marie-Christine Barrault e Francesca Comencini), due figli, la Legion d’onore per meriti cinematografici, la produzione di kolossal basati su opere di Puccini e quella di un film di Peter Greenaway. Lei amava stare sola. Lui, ogni sera un gala, sempre circondato di persone, tra cui le ex consorti. I giornali francesi scriveranno poi che ”non era un segreto: i Toscan du Plantier formavano una coppia aperta”. La sua migliore amica, Valérie Bouffard, negherà: ”Volevano un figlio, una bambina, da chiamare Thérèseî