Gabriele Romagnoli, La Stampa, 23/02/1997, 23 febbraio 1997
Il 23 dicembre, alle dieci del mattino, Shirley Foster, che ha casa a cinquecento metri, sente il cancello dei Toscan du Plantier sbattere a intervalli regolari
Il 23 dicembre, alle dieci del mattino, Shirley Foster, che ha casa a cinquecento metri, sente il cancello dei Toscan du Plantier sbattere a intervalli regolari. Stupita che non sia chiuso, va a vedere. Trova Sophie morta in giardino. Indossa una t-shirt e pantaloni di maglia: il suo abbigliamento per la notte. Ai piedi, però, ha un paio di scarponcini allacciati. Qualcuno l’ha colpita alla testa, probabilmente con un attizzatoio. Lei è riuscita a fuggire in giardino, sotto la Luna piena. L’assassino l’ha raggiunta, stesa a terra, finita a colpi di pietra. Shirley dà l’allarme. La polizia arriva con tutta calma. Il medico legale, addirittura, ventiquattr’ore più tardi. La stampa, invece, accorre.