Gabriele Romagnoli, La Stampa, 23/02/1997, 23 febbraio 1997
Ora, il posto è suggestivo; colori stupendi e insenature profonde, un ufficio di bookmakers che accetta scommesse sulla velocità a cui correrà il vento il giorno dopo: mare grosso, campi pettinati, uomini calvi
Ora, il posto è suggestivo; colori stupendi e insenature profonde, un ufficio di bookmakers che accetta scommesse sulla velocità a cui correrà il vento il giorno dopo: mare grosso, campi pettinati, uomini calvi. Ma farci il giornalista è come attraversare il Sahara: non si vede l’ombra di una notizia. Eoin galleggia. Bussa alle porte dei personaggi famosi che hanno la sesta casa nel West Cork: l’attore Jeremy Irons e il produttore David Puttnam. Da quest’ultimo rimedia un incarico di secondo piano nelle relazioni esterne per il film La guerra dei bottoni. Poi, più niente. Si fidanza con Julie Thomas, pittrice gallese «in esilio» per cercare se stessa. Opera più conosciuta: un affresco nell’ufficio turistico di Mizen Head. Convivono. Per due volte, di notte, lei chiama la polizia. Lui la picchia. E picchia anche la figlia di lei, quattordicenne. Si sfoga così, o scrivendo poesie. Anche lì, c’è molto vento. Eoin se la cava ancor peggio di Ian. Poi, il 23 dicembre, la svolta.