Gabriele Romagnoli, La Stampa, 23/02/1997, 23 febbraio 1997
Nessuno conferma, nessuno smentisce, Eoin si esalta. Annuncia al caporedattore del «Southern Star», con Downing, che presto sarà nella lista dei best seller: scriverà un libro sul delitto
Nessuno conferma, nessuno smentisce, Eoin si esalta. Annuncia al caporedattore del «Southern Star», con Downing, che presto sarà nella lista dei best seller: scriverà un libro sul delitto. Nell’attesa, trasmette corrispondenze sempre più autorevoli. Quando descrive Toscan du Plantier lo fa così: «Un uomo troppo impegnato per venire a riconoscere il cadavere di sua moglie» e «tanto amico di Chirac da pretendere una rapida chiusura del caso». Invano. La polizia non risolve il giallo. Eppure Eoin la aiuta. Scrive cose note solo agli investigatori: che Sophie aveva un’unghia spezzata, che ci sono impronte digitali sui due bicchieri di vino trovati nella cucina. Suggerisce piste che portano sempre più lontano: prima a Mizen Head «dove abitano rapinatori, spacciatori e, persino, un pedofilo». Poi, addirittura, in Francia. Invece il sovrintendente Noel Smith guarda vicino: a lui. Gli preleva i capelli per il test del Dna e quei vestiti che non toglie da giorni. Lui fa il giro dei giornali, lo racconta e ne ride con i capi redattori (con i cronisti non parla neppure). Va a casa di Eddie Cassidy, dell’ ”Examiner”. Si comporta da maleducato con la moglie. I figli, Cassidy non sa spiegarsi il perché, entrano nella stanza, lo guardano e scappano.