Gabriele Romagnoli, La Stampa, 23/02/1997, 23 febbraio 1997
Quando lo fermano, la fidanzata gli fornisce un alibi (ma, pare solo fino all’una di notte). I graffi li spiega lui, dicendo che se li è fatti uccidendo tre tacchini
Quando lo fermano, la fidanzata gli fornisce un alibi (ma, pare solo fino all’una di notte). I graffi li spiega lui, dicendo che se li è fatti uccidendo tre tacchini. Dopo 12 ore, la legge irlandese impone il rilascio. Bailey chiama tutti i giornali e le tv. Dice: «Sono innocente». Poi, smentendosi: «La vittima non l’ho mai conosciuta. Vista una volta e basta». Lo ripete anche ora, nella casa dove vive. Prepara il tè e recita brani delle sue ventose poesie. Dice: « tutto così surreale. Quelli vogliono stroncarmi la carriera, ma io sarò più forte di loro e dopo, vedrai che libro ne tiro fuori. Perché mi accusano, non lo so. C’era la luna piena, penseranno che sia un licantropo. Se ho scritto cose che nessun altro sapeva è solo perché sono un giornalista più bravo di altri. Si può essere condannati per questo?».