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 1997  marzo 02 Domenica calendario

Sono stati i soldi la causa scatenante del conflitto in Albania. Quattro anni fa nove finanziarie presero a farsi dare denaro da tutti quelli che ne avevano, piccoli risparmiatori o boss della malavita

Sono stati i soldi la causa scatenante del conflitto in Albania. Quattro anni fa nove finanziarie presero a farsi dare denaro da tutti quelli che ne avevano, piccoli risparmiatori o boss della malavita. Promettevano interessi dell’8 per cento al mese, cioè del cento per cento all’anno. Fino a un certo momento capitale e interessi sono stati regolarmente restituiti o pagati. Da qualche mese, più niente. Il meccanismo adottato dalle nove finanziarie è il solito delle catene di Sant’Antonio, detto anche ”a piramide”: le quote dei nuovi soci servono a pagare gli interessi ai vecchi. Tutto funziona finché ci sono ”nuovi” che entrano. Quando i ”nuovi” finiscono (o non si fanno più persuadere) crolla tutto. Le nove finanziarie avevano tentato di moltiplicare i capitali investendo anche in traffici ad altissimo profitto, quindi clandestini: droga e denaro sporco (rapporti con la malavita italiana), armi e carburante (verso Serbia e Montenegro, ai tempi dell’embargo internazionale per la guerra jugoslava). La crisi è cominciata davvero nel ’96, quando è finita la guerra in Bosnia. Colpo definitivo: la legge di Berisha (il premier), che vincola le attività delle finanziarie ad una base produttiva. «Ma prima di quel tempo nessuno si preoccupava né alcuno svelò il segreto nazionale, come se un patto d’omertà, in quel caso ben oliato, legasse destra, sinistra, stampa, polizia, finanziarie. La gente era contenta per la cuccagna e non si scaldava troppo se la destra di Berisha truccava le elezioni. Arrivavano fiumi di capitali sporchi, per cui la valuta nazionale era fortissima, l’inflazione minima, la crescita del Pil su livelli asiatici (cioè altissimi - ndr.). Così l’Albania, pur non avendo un’industria che giustificasse tutto questo, centrava molti parametri macro-economici dettati dal Fondo monetario. E all’estero nessuno eccepiva» (Guido Rampoldi).