L’Unit, 11/02/1997; Extra, 02/03/1997; Alberto Negri, Il Sole 24 ore, 02/03/1997; Bruno Crimi, Panorama, 13/03/1997, 11 febbraio 1997
Le finanziarie avevano regolari licenze per la raccolta del risparmio privato. Licenze concesse dalla magistratura, sentito il parere della Banca centrale
Le finanziarie avevano regolari licenze per la raccolta del risparmio privato. Licenze concesse dalla magistratura, sentito il parere della Banca centrale. Vennero raccolti due miliardi di dollari, più del Pil dell’intero Paese (1,5 miliardi con un reddito procapite di 75 dollari). Albanesi che alla fine risultarono truffati: ottocentomila, un quarto dell’intera popolazione (circa tre milioni di abitanti). La città di Fier, al Sud, viveva per esempio quasi tutta di interessi sui depositi e adesso è rovinata. Il dramma di Valona: tutti i suoi abitanti avevano versato i loro risparmi nella finanziaria Gjallica e adesso non hanno più una lira (gli abitanti sono 60 mila, i truffati da Gjallica addirittura 90.000, il buco è di 250 miliardi di lire). I soldi delle finanziarie non sono finiti solo nelle tasche della malavita. Li hanno presi anche i politici: per le elezioni del 26 maggio ’96 il presidente Sali Berisha ha ricevuto dalle finanziarie due milioni di dollari; i socialisti all’opposizione sono stati aiutati con cinquemila dollari in pubblicità. Nei manifesti elettorali di molti candidati del Partito democratico c’era il logo delle organizzazioni piramidali. Anche per questo la gente protesta col governo per riavere i suoi soldi e chiede le dimissioni del ”ladro” Berisha.