Mauro Montali, L’Unit, 04/02/1997; Luigi Ippolito, Corriere della Sera, 02/03/1997; Il Tempo, 03/03/1997; Renato Caprile, La Repubblica, 07/03/1997, 4 febbraio 1997
Secondo il presidente Sali Berisha, del partito democratico, i manifestanti sono «bande di terroristi comunisti appoggiati da servizi segreti stranieri» oppure uomini della Sigurimi, la polizia segreta del vecchio regime comunista che vorrebbe rovesciare la democrazia
Secondo il presidente Sali Berisha, del partito democratico, i manifestanti sono «bande di terroristi comunisti appoggiati da servizi segreti stranieri» oppure uomini della Sigurimi, la polizia segreta del vecchio regime comunista che vorrebbe rovesciare la democrazia. Secondo la gente di Valona, organizzata nel neomovimento ”Libera Repubblica di Valona”, dietro gli omicidi ci sono gli uomini dei servizi segreti dello ”Shik”, mandati da Berisha. Secondo le opposizioni i capi della rivolta sarebbero i capi dei clan che hanno rotto il patto con i politici. Secondo il quotidiano inglese ”The Independent” dietro le finanziarie truffa e il contrabbando di petrolio e di armi verso la ex Jugoslavia ci sono Tritan Shehu, vicepremier, ministro degli Esteri, e il Partito democratico di cui Shehu è presidente. Shehu ha querelato l’’Independent”, tra poco ci sarà il processo a Londra. Il giornale albanese dell’opposizione, ”Kona Jone” (’Il nostro tempo”), il più diffuso nel Paese (60 mila copie al giorno), ha dimostrato i collegamenti fra le finanziarie e il partito democratico in un servizio dal titolo ”Berisha ha le mani sporche di sangue”. Qualche giorno dopo una banda di persone ha assaltato, messo a fuoco il quotidiano, e rapito un giornalista. Secondo tutti ci sono dietro la mafia e, comunque, forze organizzate: gli assalti alle armerie, alle caserme, la dimestichezza dei dimostranti con le armi sanno poco di spontaneismo. Risultato: sei città del Sud dell’Albania sono in mano ai ribelli, i morti in un mese sono più di trenta.