Roberto Fabiani, LíEspresso, 13/03/1997; Bruno Crimi, Panorama, 13/03/1997; Luciano Gulli, il Giornale, 15/02/1997;, 13 marzo 1997
L’Albania è terra di traffici illegali coperti o manovrati dai governi fin dagli anni del regime comunista (il dittatore Enver Hoxha ha governato dall’11 gennaio 1946 fino alla morte, nel 1985)
L’Albania è terra di traffici illegali coperti o manovrati dai governi fin dagli anni del regime comunista (il dittatore Enver Hoxha ha governato dall’11 gennaio 1946 fino alla morte, nel 1985). Negli anni ’60, per fare entrare denaro pregiato nelle casse dello Stato, si aprì il Paese al traffico di armi provenienti da Cina, Romania e Bulgaria. A quel tempo cominciò anche il contrabbando di sigarette ”americane” fabbricate in Turchia e in Grecia e smistate sul mercato occidentale dalla mafia italiana. Durante la guerra nella ex Jugoslavia Valona fu il centro di smistamento quasi esclusivo di tutto il contrabbando diretto ai belligeranti. La malavita pugliese, con il boss di Ostuni Francesco Prudentino (ora è rifugiato in Macedonia), ha gestito una parte dei rifornimenti di armi. A Cosa Nostra, già da anni impiantata nella città, si aggiungono la mafia turca, bulgara e belga. L’Albania (’la Colombia d’Europa”) ha assunto un ruolo cardine nel commercio degli stupefacenti, superando tutti gli altri paesi dell’est: la coltivazione della marijuana coinvolgerebbe almeno cinquantamila famiglie di contadini.