Ivo Caizzi, Corriere della Sera, 24/02/1997, 24 febbraio 1997
Adesso lo scandalo delle pensioni d’oro promette una replica. Cgil, Cisl e Uil da anni non organizzano scioperi generali per far adeguare la pensione minima di 600 mila lire al mese, con cui milioni di anziani (spesso soli) dovrebbero riuscire a sopravvivere
Adesso lo scandalo delle pensioni d’oro promette una replica. Cgil, Cisl e Uil da anni non organizzano scioperi generali per far adeguare la pensione minima di 600 mila lire al mese, con cui milioni di anziani (spesso soli) dovrebbero riuscire a sopravvivere. Ma, appena s’è parlato di colpire le categorie privilegiate (imponendo regole uguali per tutti), sono insorti in un ostruzionismo generalizzato antiriforme. Un atteggiamento che di fatto suona come una tutela degli interessi di parlamentari, superburocrati, dirigenti-boiardi, magistrati, manager bancari, alti gradi militari o giornalisti, che quasi sempre incassano rendite d’oro senza nemmeno aver pagato contributi sufficienti per poterle giustificare. A questo punto viene spontanea la domanda: non sarà perché i leader sindacali spesso concludono la loro carriera proprio da parlamentari, superburocrati e, sempre più spesso, da boiardi?