Ivo Caizzi, Corriere della Sera, 24/02/1997, 24 febbraio 1997
Nella Cisl i passaggi nelle partecipazioni statali sono stati numerosi. Il colpo grosso saltò perché l’ex leader Pierre Carniti rifiutò la presidenza dell’ente televisivo di Stato Rai
Nella Cisl i passaggi nelle partecipazioni statali sono stati numerosi. Il colpo grosso saltò perché l’ex leader Pierre Carniti rifiutò la presidenza dell’ente televisivo di Stato Rai. Il gran feudo della confederazione di D’Antoni è alle Poste, dove è stato imposto al vertice (con una schiera di boiardi minori) Enzo Cardi, un professore targato Cisl. Nelle Ferrovie dello Stato è stata cooptata tutta la triplice. Con la presidenza di Ludovico Ligato emersero tra gli altri Giulio Caporali della Cgil, Pietro Merli Brandini della Cisl, Ruggero Ravenna della Uil. Sotto Lorenzo Necci poi, i boiardi del sindacato non hanno fatto che moltiplicarsi di numero. Si va da Luciano Mancini (Cgil) a Gaetano Arconti, Domenico Trucchi, Sante Bianchini e Luigi Di Giovanni (Cisl) fino a Giancarlo Aiazzi (Uil). Mauro Moretti può essere l’esempio del manager impegnato nel sindacato (Cgil) che fa una brillante carriera. All’ente pensionistico Inps la presidenza era lottizzata a turno da Cgil, Cisl e Uil, fino all’uscita del cislino Mario Colombo.