Eugenio Manca, L’Unit, 01/03/1997, 1 marzo 1997
Un vento gelido, inusuale per una Roma ormai marzolina, ci spinge dentro gli androni di quel surreale Palazzo della Civiltà del Lavoro che torreggia sulla collina dell’Eur
Un vento gelido, inusuale per una Roma ormai marzolina, ci spinge dentro gli androni di quel surreale Palazzo della Civiltà del Lavoro che torreggia sulla collina dell’Eur. C’è una mostra, là, intitolata ”Dialogo nel buio: una metafora - si annuncia - dell’universo dei non vedenti”. Una mostra dove non si vede niente. Qualcuno ci accoglie sulla soglia di un corridoio buio. Ci consegna un bastoncino bianco. Ci avvia lungo un percorso ovattato raccomandando di tenerci al mancorrente. La penombra si fa oscurità, l’oscurità si fa tenebra.