Vittorio Zucconi, D di Repubblica, 04/03/1997, 4 marzo 1997
Marty cercò di divincolarsi, di dare calci nei punti molli di quel ragazzo, come aveva visto fare alla televisione dalle muscolose istruttrici che insegnano l’autodifesa alle donne, ma la vita non è la televisione e lei non era una muscolosa istruttrice
Marty cercò di divincolarsi, di dare calci nei punti molli di quel ragazzo, come aveva visto fare alla televisione dalle muscolose istruttrici che insegnano l’autodifesa alle donne, ma la vita non è la televisione e lei non era una muscolosa istruttrice. Le si piegarono le gambe. Dorothy, l’altra nonna, era davanti al televisore, sonnacchiosa. Sentì il trambusto nell’ingresso, gridò: «Marty chi è? Ma chi c’è?» senza ottenere risposta. Le arrivarono invece le grida, i tonfi, le intimazioni di ”tirare fuori i soldi” dirette alla ”old bitch”, alla vecchia cagna, alla sua amica, e Dorothy sentì la paura salirle in gola. Sospirò rassegnata. Alzò le ossa, sempre un po’ dolenti nel clima umido della zona, trascinò i piedi fino alla credenza. Non c’era altra cosa che lei, una povera nonna, potesse fare.