Vittorio Zucconi, D di Repubblica, 04/03/1997, 4 marzo 1997
Una nonna, per fortuna di quei quattro balordi, è una nonna, anche con la Luger in mano. Non mirò basso, ma alto, un centimetro sopra la testa dei quattro ragazzi
Una nonna, per fortuna di quei quattro balordi, è una nonna, anche con la Luger in mano. Non mirò basso, ma alto, un centimetro sopra la testa dei quattro ragazzi. Bang, bang, bang, bang, quattro pallottole vicinissime, una per ciascuno, a un dito dai capelli. «La prossima sarà più giù», disse abbassando con calma la canna, ma lo Squalo, il Ciccio, Timmy e Tom stavano già correndo via nel buio, lontani dalla nonna con la pistola e verso le manette della polizia che li avrebbe arrestati tutti e quattro, il mattino dopo. «Sapevo dove miravo» dirà poi Dorothy a una Tv locale, «perché sono cresciuta in un ranch del Montana, sempre in mezzo a schioppi, carabine, pistole che il mio papà mi insegnava a usare. Anzi, questa Luger me la regalò proprio il papà che era già malato, poco prima di morire, il mio povero papà». Piangeva, ma ci vuol pazienza. Una nonna è sempre una nonna, anche quando è una nonna del West.