Giorgio De Rienzo, dando conto del saggio biografico su Manzoni scritto ora da Pier Carlo Masini e pubblicato nella Biblioteca Franco Serrantini, Corriere della Sera, 01/08/1996, 1 agosto 1996
Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene, 1764) sposò Teresa Blasco, di anni 17, e questa subito prese a tradirlo con Pietro Verri ("Il Caffè", Brescia 1764-1766)
Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene, 1764) sposò Teresa Blasco, di anni 17, e questa subito prese a tradirlo con Pietro Verri ("Il Caffè", Brescia 1764-1766). Lettera del Verri al fratello Alessandro: «A me pare impossibile che un uomo che lascia intatta una giovane moglie, ne sia innamorato». In altra lettera il Verri Pietro, facendosi beffe del cognome dei marito, si vanta d’essersi giaciuto con Teresa «già nei primi mesi del di lei matrimonio». La Teresa Blasco Beccaria, affetta da sifilide, morì poi in eta di 29 anni, ma avendo intanto partorito una figlia, Giiulia, nata sicurissimamente dal seme del Verri e non da quello del Beccaria. Il Beccaria infatti, non curandosene minimamente, la chiuse in convento, dov’ella diede inizio tuttavia a una relazione con un Giovanni Verri fratello di Pietro, per coprir la quale il Verri Pietro la mandò in sposa all’ingenuo e generoso Pietro Manzoni. Non è ardito, ma anzi probabile fino al limite della certezza, pensare che il Manzoni Alessandro a tutti noto (I Promessi Sposi, 1840-42), sia nato dai rapporti della Giulia Beccaria con il Giovanni Verri e che abbia avuto nel Verri Pietro, nel medesimo tempo, uno zio e un nonno. Senza escludere l’altra ipotesi, seguita da critici e storici tra i più malevoli, e cioè che il Giovanni Verri altro non sia stato che una copertura del fratello stesso Pietro, il quale avrebbe intrattenuto rapporti incestuosi con la figlia, risultando alla fine padre e nonno del famoso scrittore.