Marco Nozza, Il Giorno, 27/02/1997, 27 febbraio 1997
Chi gli ha proposto di ammazzare Calabresi? Il nome, a me , non l’ha fatto. Lo farà, lo farà... Il contatto con quella persona era avvenuto in una giornata d’autunno del’71, nella zona della stazione ferroviaria di Milano, vicino a un caffè situato all’angolo di via Vertuvio, dove il Di Fiore era solito sostare
Chi gli ha proposto di ammazzare Calabresi? Il nome, a me , non l’ha fatto. Lo farà, lo farà... Il contatto con quella persona era avvenuto in una giornata d’autunno del’71, nella zona della stazione ferroviaria di Milano, vicino a un caffè situato all’angolo di via Vertuvio, dove il Di Fiore era solito sostare. «A dire la verità, erano in tre. Uno era fascista, l’altro era ”l’uomo dell’ombrello”». L’uomo dell’ombrello? Chi è? «Era biondo... un terrorista... Quello che parlava per essere precisi, non mi ha fatto il nome del dottorLuigi Calabresi. Mi ha detto solo che si trattare di un commissario di pubblica sicurezza che abitava in via Cherubini...». Com’è finita, pio? «Io ho detto che ci stavo...» . Poi? «Poi ho chiesto 150 milioni, metà prima metà dopo. Ma solo per ischerzo ho detto che ci stavo... L’ho detto soltanto per sapere cosa c’era dietro...». E cosa c’era, dietro? L’ha scoperto? A questo punto il «supertestimone» si blocca. Non aggiunge altro. «Ho già detto fin troppo». Vuole soldi? «No! Niente soldi! Non lo faccio per soldi». E ne avrebbe bisogno, così a occhio e croce....