Bruno Crimi, Panorama, 20/03/1997, 20 marzo 1997
I sei fratelli capi della rivolta. Si tratta di Bilal, Reza, Refat, Levend, Khefat, Razim. Cognome: Rabi
I sei fratelli capi della rivolta. Si tratta di Bilal, Reza, Refat, Levend, Khefat, Razim. Cognome: Rabi. «Eccoli, i capi della rivolta in Albania. Sono sei fratelli. Hanno preso Argirocastro. E in questi giorni guidano i loro manipoli anche nelle regioni circostanti, risalendo sempre più minacciosamente verso Tirana. La loro è una storia esemplare in cui si confondono banditismo, politica, affari loschi e molto denaro [...] Erano fedeli al vecchio regime comunista, ma sono passati dalla parte di Berisha quando questi ha vinto le elezioni nel ’92. Poi, nel momento in cui sono iniziate le dimostrazioni antigovernative delle centinaia di persone truffate dalle società finanziarie, non hanno esitato a mettersi dalla loro parte, a organizzare cortei sempre più violenti, fino al sollevamento armato». «Nelle finanziarie i fratelli Rabi hanno investito 44 milioni di lek, la moneta albanese, pari a 305 mila dollari: probabilmente ricavati dal contrabbando di armi e di altro». «Il quartier generale dei fratelli Rabi è negli ex uffici della polizia, dati alle fiamme. Nelle stanze annerite circolano brutti ceffi che non sfigurerebbero dietro le sbarre di una prigione. Tutti urlano, molti sono ubriachi e fanno finta di spararsi addosso». «Oggi i sei fratelli si propongono come mediatori tra il potere di Tirana e i rivoltosi del Sud» (Bruno Crimi).