La Stampa, 07/02/1997, 7 febbraio 1997
Un progetto di Nigel Allison, ricercatore di Manchester, trasforma il campo di calcio in una rete elettronica, che rende impossibili gli errori
Un progetto di Nigel Allison, ricercatore di Manchester, trasforma il campo di calcio in una rete elettronica, che rende impossibili gli errori. I giocatori sono dotati di microchip, sotto l’erba una griglia metallica emette onde radio e registra la posizione della palla e dei calciatori in movimento. I dati, trasmessi al computer, appaiono come punti luminosi su uno schermo sorvegliato da un arbitro ausiliario. Più avanti, l’arbitro avrà un computer collegato al tabellone dello stadio per spiegare a tutti le proprie decisioni, sarà in contatto radio con i guardalinee e avrà un visore collegato alla regia per seguire i replay televisivi. Commento del capo degli arbitri italiani, Paolo Casarin: «Vogliamo lo sport di uomini o un videogame?».