Aldo Cazzullo, La Stampa, 06/03/1997, 6 marzo 1997
E se la Svizzera non avesse collaborato? «La guerra sarebbe finita nel ’43. Dopo la rotta di Stalingrado, la perdita dell’Africa del Nord e il crollo dell’Italia, nel momento cruciale di Hitler, gli Alleati rivolgono alla Svizzera un nuovo monito: ora fermatevi
E se la Svizzera non avesse collaborato? «La guerra sarebbe finita nel ’43. Dopo la rotta di Stalingrado, la perdita dell’Africa del Nord e il crollo dell’Italia, nel momento cruciale di Hitler, gli Alleati rivolgono alla Svizzera un nuovo monito: ora fermatevi. Invece il volume delle transazioni tra Svizzera e Terzo Reich aumenta. Il reichmark non è convertibile, solo in Svizzera l’oro, i capolavori d’arte, le azioni sottratte dai nazisti agli ebrei e ai popoli invasi possono trasformarsi in valuta. Nel ’43 arriva anche l’oro italiano e quello albanese, che Mussolini aveva depredato e Hitler fece portare prima a Berlino e poi a Berna. E dalla Svizzera giungono in Germania anche grandi forniture d’armi. allora che la Svizzera diviene centrale per la prosecuzione della guerra del Führer» (Prof. Ziegler, docente di sociologia all’Università di Ginevra, deputato socialista al Parlamento di Berna).