Gabriele Invernizzi, L’Espresso, 20/03/1997, 20 marzo 1997
A quanto pare gli europadroni non hanno preso molto sul serio la minaccia. Giovedì, appena spenti i clamori della storica euromanif, il presidente-direttore generale della Renault, Louis Schweitzer, è ripartito alla carica annunciando al comitato d’impresa la prossima soppressione di altri 2
A quanto pare gli europadroni non hanno preso molto sul serio la minaccia. Giovedì, appena spenti i clamori della storica euromanif, il presidente-direttore generale della Renault, Louis Schweitzer, è ripartito alla carica annunciando al comitato d’impresa la prossima soppressione di altri 2.764 posti di lavoro, e tutti nelle fabbriche francesi. Un rischio calcolato. Nessuno meglio di Schweitzer sa che, se l’eurogrève resta un nemico molto ipotetico, anche la combattività della classe operaia della fu Régie Renault fa ormai parte delle leggende del passato. «Quando Boulogne-Billancourt starnutisce, è la Francia intera che prende il raffreddore», si diceva una volta. Ancora nel novembre ’94 ”les Renault” incutevano un tale timore che il primo ministro Balladur, non osando privatizzare la Régie in un solo colpo, aveva cominciato con l’introdurre il titolo in Borsa in misura tale da lasciare lo Stato padrone di più della metà delle azioni.