Gabriele Invernizzi, L’Espresso, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Quando si era trattato di chiudere la fabbrica storica della Renault a Boulogne-Billancourt, ha ricordato Schweitzer, «tra l’annuncio e la chiusura effettiva avevamo lasciato passare quasi tre anni, perché diversi elementi permettevano allora di dare tempo al tempo, accettando dei sovrapprezzi importanti»
Quando si era trattato di chiudere la fabbrica storica della Renault a Boulogne-Billancourt, ha ricordato Schweitzer, «tra l’annuncio e la chiusura effettiva avevamo lasciato passare quasi tre anni, perché diversi elementi permettevano allora di dare tempo al tempo, accettando dei sovrapprezzi importanti». «Ma oggi», ha aggiunto riferendosi alla repentina decisione di liquidare da qui a luglio la fabbrica di Villevoorde, «oggi non esiste più un sistema che permetta di dare tempo al tempo». Perché? Ma perché dopo dieci anni di bilanci in attivo, la Renault chiuderà i conti del 1996 con un deficit di almeno cinque miliardi di franchi, 1.500 miliardi di lire. Alla cui origine vi è, ancora una volta, una bella serie di paradossi.