Gabriele Invernizzi, L’Espresso, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Louis Schweitzer, si dice, era perfettamente consapevole da almeno due anni che la Renault stava perdendo almeno mille franchi su ogni vettura che vendeva
Louis Schweitzer, si dice, era perfettamente consapevole da almeno due anni che la Renault stava perdendo almeno mille franchi su ogni vettura che vendeva. E si era perciò dato come obiettivo di ridurre i costi di fabbricazione di tremila franchi per macchina. Per rompere il sistema Renault il buon compagno Schweitzer ha cercato e trovato l’uomo giusto: Carlos Ghosn, lui sì un patron liberale puro e duro, che finiva allora di affilarsi i denti con la ristrutturazione selvaggia di Michelin. Nominato vice-direttore generale, ma in pratica numero due dotato di ampi poteri, Ghosn ha messo subito in pratica il suo doppio credo: primo, semplificare l’organizzazione industriale; secondo, ammortizzare gli alti e bassi del mercato con la flessibilità, ovvero quando un modello si vende bene si crea un terzo turno, quando va male si fa ricorso alla cassa integrazione.