Giorgio C. Morelli, Il Giornale, 14/03/1997, 14 marzo 1997
CAVALLI
Cigar, della scuderia Ashford Stud (tre quarti di John Magnier, un quarto di Allen Paulson), venne pagato 56 miliardi e ha reso finora in premi 17 miliardi. Adesso come stallone dovrebbe rendere un altro bel po’ di soldi: 125 milioni a monta, per un incasso annuo di dieci miliardi e mezzo. Senonchè, messo alla prova con Affirmed (valore 4,2 miliardi), Most Precious (valore 2,5 miliardi), Danish (2,7 miliardi) e poi Only Royale, Alyhow, At the Half, Divine Danse (tutte da tre miliardi l’una) e altre ventotto fattrici di minor prezzo per un totale di 35 cavalle, ha fatto completamente cilecca perché, si è scoperto poi, è sterile forse a causa di un virus contratto lo scorso anno a Dubai. Disdetta dunque di tutte le prenotazioni (l’agenda di Cigar era piena fino al ’99 con una media di 85 cavalle l’anno), ma senza troppa disperazione da parte dei padroni: i Lloyd di Londra li rimborseranno comunque con 42,5 miliardi di lire (cifra che ha fatto mormorare maldicenze intorno al virus di Dubai). Non stiamo parlando, comunque, dello stallone più pagato di tutti i tempi: suo nonno Northern Dancer rendeva un milione di dollari a monta (un miliardo e seicento milioni di lire). Attualmente Cigar non rientra neppure nella top ten dei dieci stalloni più pagati: al primo posto figura Mr Prospector con 425 milioni di lire a monta, seguito da Danzig (370 milioni), Seeking the gold (340 milioni) e infine Storm Cat e Nijinski, l’erede di Northern Dancer (300 milioni). Per non disperdere la razza Magnier pensa di ricorrere ad un clone. Problemi però per questa soluzione perché il Jockey Club, l’organismo che regola le corse negli Usa, vieta la partecipazione ai cavalli nati con la fecondazione artificiale. Per i purosangue clonati servirà un regolamento speciale.