Marco Gasperetti, Corriere della Sera, 15/07/1996, 15 luglio 1996
Ingegneri e professori dell’Istituto hanno anche fissato le prime regole: «Le squadre sono composte da 5 automi - spiega Alessandro Rocchi, l’osservatore azzurro - portiere compreso
Ingegneri e professori dell’Istituto hanno anche fissato le prime regole: «Le squadre sono composte da 5 automi - spiega Alessandro Rocchi, l’osservatore azzurro - portiere compreso. Saranno micro-robot e non potranno superare un’altezza e uno spessore di 7 centimetri. Si affronteranno in un campo di un metro e mezzo per novanta centimetri in quattro tempi di cinque minuti ciascuno». Nel campo di gara non mancherà niente. Ci saranno le porte con le reti di nylon, le bandierine del calcio d’angolo, le linee dei falli laterali, del centrocampo e delle aree di rigore. La pallina sarà piccola come quella da golf, di colore arancione, meglio individuabile dai sensori. I robot non saranno teleguidati, una grossa difficoltà perchè dovranno colloquiare tra loro, accorgersi di ostacoli, dribblare gli avversari e soprattutto andare a caccia della palla per calciarla a rete. Poi ci sono gli schemi: «I robot sono molto complessi - spiega ancora Genovese - cercheremo di programmarli in modo da realizzare schemi del tutto simili a quelli del calcio». Ma non basta. Modificando i sensori e il software, ogni giocatore potrà avere una propria personalità. Ci sarà l’attaccante puro, il centrocampista adatto ai passaggi lunghi e il difensore abituato a marcare.