Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 04/08/1996, 4 agosto 1996
Suha Arafat, 33 anni, proveniente da una delle famiglie cristiane più importanti della Palestina, padre banchiere «che non ha mai fatto mancare niente»
Suha Arafat, 33 anni, proveniente da una delle famiglie cristiane più importanti della Palestina, padre banchiere «che non ha mai fatto mancare niente». Sposata con Arafat da sei anni, una figlia di pochi mesi. Abitano a Gaza, quartiere El-Rimal, palazzina di due piani sorvegliatissima. In salotto divani beige, foto della figlia su ogni mensola e solo dietro il ritratto del marito con l’immancabile kefiah. Sulla tavola, un misto di piatti occidentali e orientali, patatine fritte, gamberetti, tabuleh, hummus e pollo in salsa di datteri. Tailleur color paglia immacolato. Si beve solo acqua e alla fine caffè alla turca. Non fa che lamentarsi della difficoltà di vivere con un uomo che c’è solo di notte, anche se lui è galante, gentile, liberale. «Veste solo la divisa militare, disprezza il lusso». Ha fatto annullare i festeggiamenti programmati a Gaza per i suoi 67 anni (domenica 4 agosto). «Trovo difficile adattarmi a questi ritmi, almeno a Tunisi l’ufficio era sotto casa, ci si vedeva un po’ anche di giorno».