Marco Valsania, Il Sole 24 ore, 22/03/1997, 22 marzo 1997
«Se venisse confermata - ha dichiarato Floyd Abrams, avvocato specializzato nelle cause sulla libertà d’espressione - potrebbe lasciare tracce indelebili in campo giornalistico e legale»
«Se venisse confermata - ha dichiarato Floyd Abrams, avvocato specializzato nelle cause sulla libertà d’espressione - potrebbe lasciare tracce indelebili in campo giornalistico e legale». A cominciare dal moltiplicarsi, avvertono gli esperti, dei rischi corsi dalle aziende del settore: la copertura assicurativa nei casi di diffamazione non supera tradizionalmente i 50 milioni di dollari e nell’attuale caso del ”Journal” è di 45 milioni di dollari. Le decisioni contro le società di mass media vengono spesso ”corrette” in appello: tra il luglio 1994 e il giugno 1996, ricorda il Libel Defense Resource Center, il 60% delle sentenze sono state ridotte, rinviate ai tribunali di primo grado o annullate. Finora, così, i danni più elevati confermati da una corte d’appello sono stati quelli contro la rete televisiva Cbs: 3,05 milioni di dollari, circa 5 miliardi di lire, per un servizio che accusava la Brown and Williamson di voler vendere sigarette ai bambini. Il precedente record in un tribunale di primo grado spettava già al Texas: la A. H. Belo, che possiede stazioni televisive e giornali a Dallas, nel 1991 fu condannata a pagare 58 milioni di dollari. Il caso, tuttavia, si concluse con un accordo extragiudiziale per una cifra mai rivelata.