Cristina Lacava, Io Donna, 08/03/1997, 8 marzo 1997
Sopravvive tra le popolazioni di montagna tibetane la millenaria tradizione del matrimonio poliandrico (una donna che impalma diversi mariti)
Sopravvive tra le popolazioni di montagna tibetane la millenaria tradizione del matrimonio poliandrico (una donna che impalma diversi mariti). Dieci anni fa Tarital, allora dodicenne, andò in sposa a cinque fratelli che conosceva appena: il più grande, Baderay, aveva 26 anni, il più piccolo appena 5. Il giorno del matrimonio la ragazzina indossava un vestito di broccato, portava orecchini di madreperla e turchese e in testa un cappello tempestato di pietre preziose. Per fare l’amore con Baderay, aspettò un anno, cioè le prime mestruazioni. Baderay, essendo il più vecchio, era anche il capofamiglia e se fosse nato un figlio sarebbe stato automaticamente considerato suo. Via via Tarital si unì anche agli altri mariti, ma dopo due anni il secondo per età di questi - Sonam - s’innamorò di un’altra e fuggì con lei in India. Costei si chiamava Tsering Zangmo e il padre dei cinque fratelli, il contadino Lobsong, dovette versare cinquecento dollari alla famiglia di Tarital per risarcirla. Tarital, inoltre, tornò libera e trovò presto altri tre mariti, fratelli di quella Tsering che era scappata con uno dei suoi primi sposi, Sonam. Terital oggi ha 22 anni e dice che se avesse avuto un solo marito sarebbe stata «povera e sola. Forse cinque uomini erano troppi. Ma con tre mi trovo benissimo».