Giancarlo Perna, Il Giornale, 17/03/1997, 17 marzo 1997
Catalogandolo come il guaio più grosso del suo curriculum, Sorgi ripensava a quel titolo maledetto del telegiornale « Cala l’inflazione, siamo tutti più poveri?», metà complimento e metà denuncia che aveva fatto esclamare a Prodi stizzito: «Anche il Tg1 quando vuole farci un favore finisce per danneggiarci!»
Catalogandolo come il guaio più grosso del suo curriculum, Sorgi ripensava a quel titolo maledetto del telegiornale « Cala l’inflazione, siamo tutti più poveri?», metà complimento e metà denuncia che aveva fatto esclamare a Prodi stizzito: «Anche il Tg1 quando vuole farci un favore finisce per danneggiarci!». E faceva mea culpa. Non si perdonava di avere lasciato le briglie sciolte al responsabile della magagna, il redattore economico Dino Sorgonà, pur sapendolo più in sintonia col ministro del Tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, che con Prodi. I quali, nel governo rappresentano due linee. Ciampi vorrebbe meno tasse e più tagli della spesa pubblica. Prodi il contrario. Per un tempo lungo un’eternità, Sorgi giacque inerte come se tutta la sua carriera costruita con oculatezza ragionieristica potesse infrangersi su questa disattenzione fatale. Ma fu proprio il ricordo dei meriti passati, che lo rianimò.