Giancarlo Perna, Il Giornale, 17/03/1997, 17 marzo 1997
Palermitano, di buona famiglia, il padre è ottimo avvocato, Marcello è stato programmato per salire un gradino ancora più su
Palermitano, di buona famiglia, il padre è ottimo avvocato, Marcello è stato programmato per salire un gradino ancora più su. Giovanissimo fu praticante a ”L’Ora”, quotidiano comunista di Palermo che era agli sgoccioli e che di lì a breve chiuse. Poi fu corrispondente palermitano del ”Messaggero” che presto lo chiamò a Roma come cronista parlamentare. Poco più che ventenne, Sorgi già bazzicava il Transatlantico di Montecitorio, alla fine degli anni Settanta.Era un ragazzetto timido, facile al rossore, che in preda al panico non sempre capiva quello che gli accadeva attorno. Così saltellava come un capretto tra i suoi colleghi più esperti, chiedendo: «Ma tu che pensi?», «Che intendeva dire Craxi?», «Come imposterai l’articolo?». Solo dopo aver raccolto le opinioni di tutti, rientrava in redazione e scriveva un’antologia di quanto aveva sentito. Ma badava contemporaneamente ad addolcire gli angoli. Era buona norma, l’indomani, leggere per primo l’articolo di Sorgi che, essendo un sommario degli altri giornali, ti evitava la noia di sfogliarli tutti.