Giancarlo Perna, Il Giornale, 17/03/1997, 17 marzo 1997
Mancino, ex fedelissimo di De Mita, prese a cuore la faccenda e appoggiò l’ingresso di Sorgi alla Rai, dove fu paracadutato l’8 agosto come direttore del giornale radio
Mancino, ex fedelissimo di De Mita, prese a cuore la faccenda e appoggiò l’ingresso di Sorgi alla Rai, dove fu paracadutato l’8 agosto come direttore del giornale radio. Non era un posto di prestigio come la televisione, ma Marcello dimostrò alla consorte di saper reagire. Sembrava acquietato. Ma il destino aveva in serbo per lui altre sorprese positive. Abbiamo già visto che poco dopo la sua nomina Rodolfo Brancoli lasciò il Tg1 sbattendo la porta. Il presidente della Rai, Enzo Siciliano pensò allora di sostituirlo con Giulio Anselmi ex direttore del ”Messaggero” editorialista del ”Corriere della Sera”, laico di idee. Quando lo seppe, il presidente del Senato, Mancino, che considera il Tg1 feudo democristiano, si inviperì e mise il veto. Allora Siciliano chiese aiuto a Sorgi. Gli telefonò e gli disse: «Tu che hai buoni rapporti col senatore, te la senti di caldeggiare la nomina al Tg 1 di Anselmi?». «Sì!» gli rispose Marcello col tono dell’obbedisco garibaldino. Andò da Mancino a palazzo Madama. Non si sa di che cosa i due abbiano confabulato ma si sono visti i risultati. Ventiquattr’ore dopo l’incontro, Anselmi usciva definitivamente di scena e Sorgi era il nuovo direttore del Tg1. Assunse la carica il 3 novembre, giorno successivo alla commemorazione dei defunti, in sintonia col suo temperamento calmo e riflessivo. Dei risultati relativi del suo lavoro direttoriale abbiamo già fatto un cenno.