Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/03/1997, 15 marzo 1997
La triste fiaba di ”Giovannino e il Pisello” comincia su un lettino di ospedale e finisce in un letto matrimoniale, dopo un naufragio durato 25 anni nell’oceano ancora sconosciuto e terrorizzante della nostra identità sessuale
La triste fiaba di ”Giovannino e il Pisello” comincia su un lettino di ospedale e finisce in un letto matrimoniale, dopo un naufragio durato 25 anni nell’oceano ancora sconosciuto e terrorizzante della nostra identità sessuale. Giovannino era nato maschio, per errore era diventato femmina, era stato allevato come femmina, ma ha voluto tornare maschio. Aveva perso il suo membro da piccolo, ma non la voglia di essere uomo, confutando sia coloro che pensano che la sessualità risieda nei genitali sia chi pensa che l’ambiente e l’educazione possano modificare le preferenze sessuali. Questa del ”Principesso Pisello” che non voleva diventare una donna è una fiaba vera, dunque senza lieto fine e senza morale.