Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/03/1997, 15 marzo 1997
Coerenti con la scelta di fare di Giovannino una Giovannina, i genitori trattavano quella creatura da femmina
Coerenti con la scelta di fare di Giovannino una Giovannina, i genitori trattavano quella creatura da femmina. Nessuno, durante l’infanzia, gli disse mai che era nato maschio. Fu mandato in una scuola tutta femminile, dove litigava e menava le compagne che lo/la chiamavano ”cave man”, uomo delle caverne. Intuizioni infantili. Fu affidato sempre a medici e psichiatri femmine, per rafforzare la sua identificazione di genere. Naturalmente fu vestito da donna, acconciato da donna, fornito di giocattoli sfacciatamente, tradizionalmente femminili, bambolotti e pentoline, pizzi e nastri, niente giocattoli della liberazione femminista per questa bambina sotto la cui pelle tremava non l’invidia del pene altrui, come vorrebbero i Freudiani, ma il rimpianto inconscio del pisello suo.