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 1997  marzo 15 Sabato calendario

Anzichè uno shock, la verità fu una liberazione per Giovannina tornato Giovannino. «Per la prima volta nella mia vita, tutti i miei istinti, le mie pulsioni, la mia stranezza acquisirono un senso

Anzichè uno shock, la verità fu una liberazione per Giovannina tornato Giovannino. «Per la prima volta nella mia vita, tutti i miei istinti, le mie pulsioni, la mia stranezza acquisirono un senso. Ero un uomo perfettamente normale truccato, nel corpo e nella faccia, da donna». Chiese e ottenne di farsi una mastectomia, l’asportazione dei seni ormai sviluppati. Si fece iniettare ormoni maschili, dosi di quel testosterone che il suo corpo non poteva produrre, dopo la castrazione da neonato. A 16 anni, l’età della patente, si fece regalare un pick-up con le ruotone, un camioncino, il più maschiaccio e maschilista dei veicoli. E si mise a corteggiare le ragazze. A 20 anni, i chirurghi che avevano pazientamente costruito la sua femminilità, dovettero chinarsi di nuovo su di lui, disfare quello che era stato fatto, trapiantare lembi di pelle da altre zone del corpo - altra ironia crudele, visto che tutto il dramma era cominciato da un eccesso di pelle - e costruirgli un pene artificiale. A 25 anni, l’intervento plastico era riuscito abbastanza per consentirgli addirittura di sposarsi con una donna, madre di tre figli che lui adottò entusiasticamente come suoi. Giovannino aveva ritrovato il suo Pisello.